Brescia nell'UNESCO

L’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) incoraggia i Paesi a garantire protezione al proprio patrimonio naturale e culturale. Nella World Heritage List (Lista del patrimonio mondiale) vengono accolti in particolare tutti i siti considerati di rilevante valore universale; prima del 35° Comitato Internazionale i siti totali ammontavano a 911 in tutto il mondo, di cui 45 in Italia. Il primo sito italiano ad entrare nella WHL è stato quello bresciano delle incisioni rupestri nel 1979.
La differenza tra un sito del Patrimonio Mondiale e un sito del patrimonio nazionale risiede nel concetto di “eccezionale valore universale”. I siti scelti per costituire il Patrimonio Mondiale sono infatti selezionati per le loro caratteristiche specifiche, che li rendono il miglior esempio possibile del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo.
I Longobardi in Italia – I Luoghi del potere (568-774 d.C.)
Il complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia di Brescia, con l’area archeologia del tempio capitolino, fa parte della rete di siti di longobardi proposta nel 2009 come candidatura ufficiale dell’Italia per la Lista del Patrimonio Mondiale, gestita dall’Unesco.
Con il titolo di I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.), vengono proposte all’attenzione internazionale le testimonianze architettoniche di eccellenza della civiltà longobarda: con il monastero bresciano e la vicina area monumentale anche il Tempietto longobardo a Cividale del Friuli (UD), con i resti del Palazzo Patriarcale e con il Museo Archeologico Nazionale, il castrum di Castelseprio (VA), con la chiesa di Santa Maria foris portas, il Tempietto del Clitunno a Campello (PG), la Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), la chiesa di Santa Sofia, con il chiostro e il Museo del Sannio a Benevento e, infine, il Santuario micaelico di Monte Sant’Angelo (FG).
I beni inseriti nella candidatura rappresentano, ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o quello più conservato tra le numerose testimonianze diffuse nel territorio nazionale e, nel loro insieme, rispecchiano l’universalità della cultura longobarda al suo apice.
Ad oggi, inoltre, il periodo longobardo non era presente nella Lista del Patrimonio Mondiale e questa candidatura ha risposto quindi alla necessità che la Lista sia rappresentativa di tutte le culture e di tutte le civiltà. Il fatto che non si tratti di un sito singolo ma di una Rete costituisce infine un elemento di notevole importanza e di novità
In occasione della sessione annuale il Comitato per il Patrimonio Mondiale ha esaminato 42 candidature. Dal 25 giugno 2011, tra i nuovi siti iscritti ci sono anche I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.).
Dal 1 luglio 2011 il Comune di Brescia riveste la Presidenza dell’Associazione Italia Langobardorum, l’organo di gestione richiesto dall’Unesco, del quale fanno parte i comuni all’interno dei quali si trovano i beni candidati, il MiBAC e la Fondazione CAB.
Per maggiori approfondimenti www.italialangobardorum.it











